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Il primo marchio automobilistico saudita debutta con elettriche da 817 kW, perché l’eccessiva modestia sarebbe fuori luogo

Autore auto.pub | Pubblicato il: 23.09.2026

L’Arabia Saudita vuole diventare anche un Paese produttore di automobili, oltre che di petrolio, e il suo primo marchio nazionale, Ceer, non esordirà con una rivale della Dacia. L’Exobot sarà proposta come berlina e SUV, con tre motori elettrici capaci di erogare fino a 817 kW, portiere con apertura verso l’alto lunghe quasi tre metri e un parabrezza da 2,4 metri. La berlina accelera fino a 100 km/h in 2,1 secondi.

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Ceer non è semplicemente l’ennesima start-up con un venture capitalist dall’aria ottimista in posa accanto alla sua concept car. L’azienda è stata fondata nel 2022 dal Public Investment Fund saudita, PIF, e dalla taiwanese Foxconn. L’architettura elettrica della Exobot proviene da Foxconn, BMW contribuisce al suo sviluppo e le auto saranno costruite in uno stabilimento nella King Abdullah Economic City, in Arabia Saudita.

La versione iniziale avrà 625 kW

L’Exobot più estrema da 817 kW e 1.500 Nm non sarà commercializzata subito. Ceer inizierà con la First Edition, i cui tre motori elettrici erogano complessivamente circa 625 kW e 1.000 Nm di coppia.

La berlina accelera da 0 a 100 km/h in 2,6 secondi, mentre il SUV impiega 2,9 secondi. La batteria da 112 kWh promette fino a 670 km di autonomia per la berlina e 560 km per il SUV. L’impianto elettrico a 800 V consente di ricaricare la batteria dal 10 all’80% in meno di 30 minuti.

In seguito, la potenza della versione di punta salirà a circa 817 kW e la coppia a 1.500 Nm. A quel punto la berlina dovrebbe raggiungere i 100 km/h in 2,1 secondi e il SUV in 2,4 secondi. Le velocità massime saranno rispettivamente di 250 e 210 km/h.

Almeno sulla carta, questi dati collocano l’Exobot direttamente nell’élite delle elettriche ad alte prestazioni. Quando si tratta di un nuovo marchio automobilistico, tuttavia, c’è una differenza importante: pubblicare le specifiche tecniche è molto più facile che produrre migliaia di auto di alta qualità.

Niente montante centrale, ma tanti schermi

Definire sobrio il design della Exobot basterebbe a mandare in fiamme il dizionario. La berlina è lunga 5,26 metri e larga 2,10 metri, mentre il SUV misura 5,02 metri in lunghezza e, allo stesso modo, 2,10 metri in larghezza.

Entrambe hanno portiere Shahin Wing lunghe quasi tre metri, con apertura verso l’alto. Non c’è un montante centrale convenzionale. Per garantire la rigidità strutturale, Ceer utilizza materiali ad altissima resistenza, oltre a strutture in alluminio fuso e stampato.

Ancora più sorprendente è il parabrezza da 2,4 metri, inclinato di appena 15 gradi. Nel caldo clima saudita, una superficie vetrata così enorme sembra a prima vista quasi una punizione, ed è per questo che Ceer impiega rivestimenti che riflettono la radiazione solare e un potente sistema di raffreddamento. Secondo il costruttore, il climatizzatore può ridurre la temperatura dell’abitacolo da 65 °C a 32 °C in dieci minuti.

Sopra la plancia si estende un display 8K da 48 pollici. I passeggeri hanno inoltre a disposizione uno schermo centrale da 10,4 pollici e uno posteriore da 8 pollici. Lo sterzo funziona senza un piantone meccanico e anche le ruote posteriori sono sterzanti. La rotazione del volante da un fine corsa all’altro è ridotta dai consueti 400 gradi circa a 160 gradi.

L’Arabia Saudita fa sul serio con l’industria automobilistica

L’importanza della Exobot, tuttavia, non risiede nella sua accelerazione in 2,1 secondi. L’Arabia Saudita aveva già provato a creare un’industria automobilistica nazionale, ma quei progetti non hanno portato a nulla. Secondo Reuters, nel 2019 Toyota ha abbandonato un progetto di produzione locale, in parte a causa dell’elevato costo del lavoro e di una rete di fornitori inadeguata.

Nel caso di Ceer, il problema viene affrontato in ordine inverso. Lear, Benteler, Shin Young e altri fornitori stanno avviando attività produttive in Arabia Saudita, mentre Ceer punta ad approvvigionarsi localmente per il 45% dei materiali delle auto entro il 2034.

L’Exobot è solo l’inizio. Ceer prevede un totale di sette modelli entro il 2030 e l’azienda non è più nemmeno un costruttore esclusivamente elettrico. La sua futura gamma comprenderà anche ibride plug-in e auto con motori a combustione interna. Si tratta di un cambiamento piuttosto pragmatico per un’azienda nata originariamente per produrre veicoli elettrici.

Per il momento Ceer non ha fretta di arrivare in Europa. Le vendite inizieranno in Arabia Saudita all’inizio del 2027 e dal 2028 l’azienda punta a espandersi nei Paesi vicini, per poi raggiungere altri mercati del Medio Oriente e del Nord Africa. I futuri modelli di grande diffusione saranno comunque progettati per soddisfare i requisiti internazionali.

Per ora, ciò rende Ceer un concorrente da tenere d’occhio, più che una minaccia diretta per le case automobilistiche europee. La Cina ha già dimostrato quanto rapidamente un’industria marginale dell’auto elettrica possa trasformarsi in un problema per i costruttori europei. L’Arabia Saudita ha almeno un vantaggio che solitamente manca alla maggior parte delle start-up: il denaro non è il collo di bottiglia più evidente del progetto.


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