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McLaren torna indietro di 60 anni e cambia logo
McLaren ha aggiornato il proprio logo, ma anziché seguire la consueta formula delle case automobilistiche, limitandosi a renderlo più sottile e anonimo, ha ripreso il nuovo lettering da un’epoca in cui McLaren Automotive non esisteva ancora: l’ispirazione è arrivata dall’insegna della stazione di servizio neozelandese dei genitori di Bruce McLaren.
Il cambiamento riguarda sia McLaren Automotive sia McLaren Racing e segna una ristrutturazione molto più ampia. McLaren sta ampliando la propria gamma, inizierà a sviluppare e produrre internamente i gruppi propulsori e si prepara finalmente a fare ciò che, prima o poi, fanno immancabilmente i costruttori di supercar: realizzare un SUV.
Il nuovo logo, in realtà, è un vecchio logo
La nuova scritta McLaren si basa sull’insegna della stazione di servizio di Les e Ruth McLaren, nel quartiere di Remuera ad Auckland. Fu proprio lì che il loro figlio Bruce McLaren costruì l’auto con cui ottenne la sua prima vittoria in gara.
Il dettaglio più evidente è la “c” rialzata con una linea sottostante. Per la nuova identità, McLaren ha inoltre sviluppato un carattere tipografico dedicato, chiamato McLaren Sans.
L’attuale Speedmark, il noto emblema curvo affiancato al nome, non scomparirà. McLaren manterrà anche lo storico simbolo Speedy Kiwi e il colore papaya delle sue squadre da corsa. Per le auto stradali acquisterà invece maggiore rilievo il Midnight, un blu scuro. L’obiettivo è rendere più uniforme il linguaggio visivo di Racing e Automotive, che finora hanno operato in modo piuttosto separato. Le società resteranno entità distinte, ma in futuro i clienti dovrebbero percepire sempre più McLaren come un’unica realtà.
Il logo arriva al momento giusto, perché McLaren sta affrontando cambiamenti ben più profondi
Se si trattasse soltanto di un nuovo carattere tipografico, difficilmente meriterebbe tanta attenzione. McLaren Automotive, però, sta attraversando uno dei più grandi cambiamenti della propria storia. Il nuovo proprietario dell’azienda sostiene un programma di investimenti nel Regno Unito da £500 milioni, pari a circa €575 milioni. McLaren sta ampliando la produzione a Woking, raddoppiando la capacità dello stabilimento di Sheffield dedicato ai compositi in fibra di carbonio e costruendo un nuovo impianto per l’assemblaggio dei veicoli. Entro il 2032, l’azienda dovrebbe creare almeno 1.000 nuovi posti di lavoro.
Ancora più importante è il cambiamento tecnico. In futuro, McLaren svilupperà e produrrà interamente in proprio i suoi gruppi propulsori. Finora, per esempio, la produzione dei motori V8 di McLaren è stata affidata a Ricardo.
Nel piano di sviluppo sono già stati confermati due nuovi gruppi propulsori ibridi e i relativi cambi. Uno di questi è legato al concept McL 6GT, con cui McLaren ha presentato un V8 ibrido abbinato a un cambio manuale a sei rapporti.
E, naturalmente, arriverà un SUV
Il cambiamento più importante, tuttavia, sarà il primo SUV di McLaren. L’azienda ha confermato che il modello arriverà sul mercato prima della fine del decennio. McLaren intende utilizzare una struttura in fibra di carbonio e un gruppo propulsore ibrido, promettendo di mantenere il ridotto rapporto peso/potenza caratteristico del marchio. Questo collocherà l’auto nella stessa categoria di Lamborghini Urus e Aston Martin DBX.
Per anni McLaren ha respinto l’idea di un SUV. Ma Ferrari vende la Purosangue, la Lamborghini Urus è diventata una delle principali fonti di reddito del marchio e Aston Martin ha sostanzialmente bisogno della DBX per sopravvivere. Oltre alle leggi della fisica, anche quelle dell’economia hanno la spiacevole abitudine di valere per tutti.
Per questo il nuovo logo è, in realtà, un simbolo appropriato. Nel design McLaren guarda alla piccola officina neozelandese di Bruce McLaren, mentre l’azienda si prepara a diventare più grande, più diversificata e molto meno concentrata esclusivamente sulla produzione di supercar a due posti.